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In Sicilia messo a punto un sistema di allevamento trasferibile alle aziende PALERMO (2 dicembre 2009) - Tutte le azioni messe in atto dalla Rete regionale per l’innovazione e la ricerca in acquacoltura sono improntate allo sviluppo di un’acquacoltura “ordinaria”, sfruttando per l’appunto ordinari mezzi e in un contesto di multifunzionalità delle aziende. E proprio nell’ambito di questi obiettivi si pone l’attività del Centro pilota regionale per l’acquacoltura di Realmonte (Ag), ricadente nel territorio di competenza della Soat di Porto Empedocle. Ideatore, progettista e responsabile della struttura è Alfonso Milano, dirigente responsabile della Rete regionale per l’acquacoltura. Negli ultimi anni, il Centro ha lavorato, in particolare, su un prodotto finito di particolare pregio nutritivo e gastronomico, ricercatissimo dai mercati di tutto il mondo: lo yabby (Cherax spp.), un crostaceo parastacide (molto simile all’astice di mare, ma di pezzatura notevolmente più piccola) dotato di un elevato grado di rusticità, in grado di assorbire le inevitabili difficoltà tecniche e gestionali determinate da riscontri esplicativi e bibliografici pressoché inesistenti. L’impianto, ospitato presso il Centro pilota, si estende su una superficie coperta complessiva di circa 500 metri quadrati, con un sistema a ricircolo dell’acqua e conseguente filtrazione meccanica e biologica. Questa esperienza ha reso visibili le caratteristiche comportamentali e biologiche della specie, consentendo di mettere a punto uno schema d’allevamento in intensivo trasferibile in una vera e propria attività imprenditoriale. Presso il centro sono presenti tre vasche in cls per l’ingrasso e la gestione dei riproduttori, una vasca circolare in Prfv per la stabulazione delle femmine in post-deposizione e due vasche rettangolari per l’accrescimento delle fasi larvali. Una delle necessità imprescindibili di un allevamento intensivo, infatti, è la settorializzazione del ciclo, contestualmente ai comportamenti e alle esigenze biologiche della specie allevata. Al Centro, infine, è in atto anche una prova di fitodepurazione delle acque reflue, con raffronto di tre diversi sistemi di fitodepurazione, utilizzando come essenza filtrodepurante la comune cannuccia di palude (Cannabis australis). Fonte assessorato all'agricoltura Regione Sicilia
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