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Ad Enna "ritrovato l'oro rosso" |
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Lo Zafferano, spezia, anticamente coltivata in medio oriente e nell’Africa settentrionale, fu introdotto in Italia e precisamente in Sicilia all’inizio del secondo millennio, per le sue proprietà medicinali, digestive e antiossidanti. Si tratta di un’erbacea bulbosa perenne (Crorcus sativus) appartenente alla famiglia delle iridacee, di taglia bassa, con foglie lunghe e strette, i suoi fiori, di colore violaceo con venature scure, sono formati da sei petali e possono essere solitari o in gruppi, al loro interno si trova il pistillo con tre stigmi di colore scarlatto dove germinano i granuli pollinici, (la preziosa spezia).
La sua coltivazione si adatta bene al clima della provincia di Enna, preferendo i terreni collinari sciolti di medio impasto ad una quota, compresa tra i 500-700 m s.l.m. ed il comprensorio di Barrafranca ne è un esempio evidente. La messa a dimora dei bulbi, si opera nei mesi invernali e sono piantati a modesta profondità, distanziati tra loro ci circa 15cm su filari a 30 cm circa di distanza. La sua coltivazione richiede un massiccio impiego di manodopera, in parte necessaria per il controllo delle infestanti e soprattutto per la sua raccolta che si esegue da metà Ottobre alla fine del mese, è allora che solo di mattino presto, abili mani procedono alla raccolta dei fiori, attente a non rovinarne il prezioso stimma e dopo un laborioso essiccamento naturalmente eseguito al sole, nella stessa giornata si estrae la preziosa polvere. Studi medici hanno attribuito allo zafferano grandi qualità antiossidanti visto l’elevato contenuto di carotenoidi: crocetina, crocina e picrocrocina che si legano ai radicali liberi neutralizzandoli agendo quindi da anti invecchiante, stimolando il metabolismo e innalzando cosi le difese immunitarie, in oltre stimola le ghiandole surrenali stimolando la produzione d’adrenalina e il cortisolo che tonificano la sfera sessuale. Conosciuto già dai Greci, la mitologia vedeva il dio Ermes, grande utilizzatore dello zafferano come afrodisiaco per risvegliare il desiderio e l’energia sessuale. Questa spezia tanto pregiata, dal caratteristico colore aranciato e forte aroma, entra prepotente nella cucina siciliana, caratterizzando piatti a base di pesce e di riso, impensabile sarebbe, vedere un arancino siciliano con il riso bianco, da non dimenticare che insieme al latte vaccino e al pepe nero è uno degli essenziali ingredienti del “Piacentinu Ennese” storico formaggio siciliano, dal tipico aspetto cromatico e inconfondibile aroma che ne ha fatto prodotto d’eccellenza nel panorama gastronomico dell’isola. |