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I cibi del Natale in Sicilia |
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Per discutere dei cibi del Natale in Sicilia, occorre correlare il Natale alla Pasqua, perché in queste due feste - assiali del calendario cristiano - si consumano due dei tre animali sacrificali (l'altro è il maiale) più importanti dell'orizzonte religioso. A Pasqua l'agnello, a Natale il capretto. Si consideri che il loro allevamento, soprattutto nella società tradizionale, teneva conto di queste due date per disporre di animali giovani da macellare.
La stessa dimensione temporale mostra, relativamente ai cibi natalizi, che alcuni di essi non vengono mangiati soltanto a Natale. Pensiamo segnatamente ad alcune focacce e dolci la cui preparazione e consumo inizia in alcuni casi quasi due mesi prima, all'apertura del ciclo stagionale d'inverno.
Due soli esempi: nel palermitano gli sfincioni sono mangiati la "vigilia della Madonna" e la "vigilia di Natale" e poi alcuni dolci, che si gustano quasi dappertutto in Sicilia a base di farina e miele (ramuzzi, rami, rametti di meli), o a base di farina e mosto (i mustazzola).
In qualche luogo le cosiddette ossa dei morti che recano stampigliate le relative immagini sacre, si mangiano non solo il due novembre, ma anche per la Madonna e a Natale.
Soltanto nel periodo di Natale vengono consumati invece i buccellati, ripieni soprattutto di fichi o frutta secca.
Il Natale, seguendo l'antropologo francese Marcel Mauss, si presenta come "un fatto sociale totale in cui gli aspetti più propriamente liturgici si mescolano, caratterizzando la festa, a quelli alimentari o di altro tipo, formando un sistema coerente in cui tutto si tiene. Si pensi soltanto all'importanza del gioco (dalla tombola al sette e mezzo) in tutto il periodo di Natale. La dimensione sociale è sottolineata infine (e per opposizine alla Pasqua) dal modo proverbiale: Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi".
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