|
Sais, gli autobus in Sicilia |
|
|
|
Chiunque abbia mai messo piede sul territorio siciliano si sarà certamente imbattuto in almeno un autobus contraddistinto dal logo Sais. Non a torto si può definire questa azienda come la “compagnia di bandiera” della regione Sicilia, in quanto la sua diffusione è tale da esulare dal semplice contesto territoriale per assumere carattere di rilevanza anche nazionale. Ma da dove ha avuto inizio tutto questo ?
La Sais iniziò la sua stroria nel 1926, anno in cui Antonio Scelfo realizzò il primo nucleo dell’industria che oggi tutti conoscono. Due sole autocorriere, sostituendo i carri a cavallo, cominciarono a solcare la strada che collegava Enna alla sua stazione. Ben presto a questo servizio si aggiunsero nuovi percorsi fino alla completa copertura dei principali comuni della provincia di Enna e successivamente del collegamento con le città di Catania e Caltanissetta. Lo scoppio del secondo conflitto mondiale costrinse l’azienda a combattere duramente per sopravvivere alle distruzioni, ai bombardamenti ed alle requisizioni perpetrate e dall’una e dall’altra parte. Fra le tante difficoltà la Sais fu l’ultima a fermarsi dopo lo sbarco degli alleati e la prima a ripartire nel novembre del 1943 con il ripristino del servizio Piazza Armerina-Enna-Caltanissetta. All’inizio degli anni cinquanta, la Sais aveva in forza una dozzina di autobus e venti dipendenti e nel corso di quaranta anni grazie al rilevamento di numerose piccole altre società e ad una gestione oculata l’azienda si è imposta come figura di riferimento nell’abito del trasporto pubblico isolano e nazionale. Il culmine dell’espansione imprenditoriale fu rilevato tra la fine degli anni ottanta e l’inizio di quelli novanta con 170 autolinee, 400 autobus in servizio, 700 dipendenti, uffici in tutta la Sicilia e sede direzionale ad Enna. Nel 1996 l’azienda fu scissa in tre tronconi con a capo i tre figli maggiori del fondatore, uno dei quali è l’odierna Sais autolinee S.P.A. il cui logo ogni giorno incrociamo per le nostre strade. |