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E venne il giorno di Vladimir Kutcherov a Salemi, ospite del sindaco Vittorio Sgarbi per il convegno “La minaccia all’integrità del paesaggio e le energie rinnovabili”. Kutcherov, che afferma che la Sicilia è ricchissima di gas e petrolio, per chi non lo sapesse, è professore al Royal Institute of Technology di Stoccolma ed è il massimo esponente della teoria abiogenica del petrolio. Teoria secondo la quale gli idrocarburi non si formano a causa della decomposizione… «
Secondo uno studio del 1984, il petrolio si sarebbe già esaurito 20 anni fa. Oggi le teorie tradizionali ci dicono che ci sarà petrolio per non più di 50-60 anni. Non è così. Le mie ricerche indicano che le disponibilità di petrolio sono infinite. Il processo chimico realizzato in laboratorio per creare idrocarburi è oggi un fatto reale. Il magma della profondità della terra reagisce con l’idrogeno generando idrocarburi. E i test hanno dimostrato che in condizioni estreme di calore e di pressione, ossidi di ferro, carbonato di calcio e acqua si convertono in metano, una reazione chimica facilitata da rocce come granito e pietra a base di silicio. Secondo la teoria esposta da Vladimir Kutcherov, professore al Royal Institute of Technology di Stoccolma, il petrolio non si creerebbe da materiale organico fossile, ma da reazioni chimico-fisiche in atto nelle profondità del pianeta. Il petrolio quindi non starebbe per finire, anzi: "Di oro nero sulla Terra ne esiste ancora in grandissima quantità, bisogna solo cambiare il modo di cercarlo" - ha dichiarato. Si tratta di una tesi che riprende la teoria abiogenica, avanzata già nel 1877 da Mendeleyev, secondo cui l'origine del petrolio e del gas naturale non è legata alla trasformazione dei sedimenti di animali e piante nel corso dei milioni di anni, ma è dovuta a reazioni chimico-fisiche avvenute nelle profondità del pianeta; il petrolio sarebbe poi risalito verso la crosta terreste e quindi ciò che abbiamo utilizzato finora sarebbe solo una minima parte. Grazie a test in laboratorio, Kutcherov è stato in grado di riprodurre un processo ad alta pressione da quale ha ricavato idrocarburi. In poche parole la teoria di Kutcherov sostiene che "il magma della profondità della terra reagisce con l'idrogeno generando idrocarburi". E i test hanno dimostrato che in condizioni estreme di calore e di pressione, ossidi di ferro, carbonato di calcio e acqua si convertono in metano, una reazione chimica facilitata da rocce come granito e pietra a base di silicio. "Dobbiamo quindi identificare i canali di migrazione sotto la superficie terrestre: dove li scopriamo possiamo trivellare con certezza di sviluppare uno scenario nuovo per la produzione energetica del XXI secolo": un "nuovo metodo nell'esplorazione del greggio e del gas" - come l'ha definito Kutcherov, che consiste nell'esaminare la struttura, la taglia e la localizzazione dei vari giacimenti esistenti nelle varie parti del mondo". Se questa teoria fosse corretta, le disponibilità petrolifere salirebbero dal 20% di oggi al 70%, cambiando radicalmente la prospettiva energetica di cui tanto si discute. La discussione è ancora aperta, e questa tesi al momento è condivisa da un piccolo gruppo di geologici; tutti quelli che invece si trovano in disaccordo con Kutcherov sostengono infatti che anche in laboratorio si ottengono dei risultati che in natura sono in realtà molto più difficili - se non impossibili. Inoltre, anche se non viene smentita la veridicità del processo chimico sperimentato, si ritiene che la quantità di petrolio prodotto in questo modo sia infinitesimale e molto costosa. Ai posteri l'ardua sentenza! |