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Tutti sanno che l'acqua potabile che approvvigiona le città di Enna e di Caltanissetta, proviene dalla diga dell'Ancipa sita nelle vicinanze di Troina. Non tutti sanno però che questa notizia non è corretta e che le acque di bacino di provenienza piovana del suddetto invaso vengono adoperate per l'irrigazione e non per il consumo nelle nostre case.
In realtà le scorte di acqua da bere che approvvigionano il territorio interessato, provengono da un complesso sistema di gallerie scavate sulle pendici dei Nebrodi, vergenti verso sud, in prossimità dell’invaso, tra i comuni di S.Teodoro e di Capizzi, un intricato sistema di gallerie a botte alte 2 metri e larghe 1 con una canaletta di raccolta al centro e con le pareti ricoperte di fori per permettere all’acqua di trasudare, ramificate con lunghezze variabili dai 6 agli 8 Km, intervallate da tratti di opera esterna in cemento armato. Questi grossi canaloni chiusi sono visibili a Nord dell’invaso è fungono da acquedotto vero e proprio che porta l’acqua dalle zone di origine alla prima stazione di rilancio ubicata a ridosso della diga. La tubazione dell’acquedotto poi viene fatta passare sotto la strada costruita sulla diga e procede poi , verso la distribuzione nei comuni. Da questo, si diffonde la notizia che l’acqua di Enna e Caltanissetta provenga da quella dell’invaso, e da questo malinteso si genera il malumore della gente, quando a dispetto delle piogge talora abbondanti, nei comuni manca l’acqua. Infatti essendo questa proveniente dalla grande sorgente, dal momento in cui si verificano delle precipitazioni, al momento in cui l’acqua sarà fruibile, potrebbero passare anche alcuni mesi, necessari a far filtrare l’acqua piovana attraverso le rocce dei monti fino alle gallerie della sorgente, per questo si spera sempre che l'inverno porti con se delle piogge leggere ma frequenti per assicurare alla falda l'acqua sufficente a superare agevolmente la stagione estiva. Rino Felice |