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L’acqua più antica mai scoperta nell’universo ha 11 miliardi di anni. Violette Impellizzeri Astrofisica, alcamese con orgoglio ed europea per formazione, con Paola Castangia sono riuscite nell’impresa di rilevare una piccola galassia che ha rivelato questo segreto sconvolgente.
La ricercatrice afferma che per mezzo di questi studi diventa possibile studiare indirettamente l’universo come era in quel periodo. Il suo aspetto era completamente diverso da quello attuale, quello era molto più denso, più piccolo e più ricco di acqua di quanto lo sia adesso.”
L’acqua appena osservata risale infatti al periodo in cui l’universo era davvero giovane ed aveva circa 2,5 miliardi di anni. Per riuscire a vedere acqua così antica i ricercatori hanno utilizzato il radiotelescopio più grande d’europa, quello di Effelsberg, vicino a Bonn. Ma soprattutto si sono servite di una specialissima “lente d’ingrandimento” chiamata Maser. Quello che accade utilizzando questo sofisticatissimo strumento, è l’opposto di ciò che si vede quando, ponendo una fonte di luce dietro una nube di gas, questa viene offuscata ed indebolita. In una radio galassia, invece, le emissioni provenienti dalla nube molecolare che si trova al centro di essa, hanno l’effetto di placare l’enorme eccitazione degli elettroni che diventano più visibili. Siccome ogni molecola ha una particolare emissione, diviene facilmente identificabile.
Trovare questa galassia e la sua acqua è stato come trovare un ago in un pagliaio perché oggetti di questa luminosità sono rarissimi e la possibilità di trovare in questi acqua è remota, circa una su un milione. Altra grande sorpresa è stato scoprire che la sorgente scoperta, una quasar indicata con la sigla MGJ0414+0534, è vicinissima ad un grande buco nero supermassivo, ciò consente di avere una “lampada” che illumina la posizione del buco nero aprendo le porte alla possibilità di studiare le caratteristiche dei buchi neri nell’universo primordiale.
Rino Felice
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