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Il giorno19 del mese di giugno è stato ufficialmente reso operativo il borsino del grano. Un nuovo strumento che si prefigge come principale obiettivo, quello di fare chiarezza sul prezzo dei prodotti cerealicoli. La domanda, nasce spontanea: ” Il nuovo borsino riuscirà a dare un’indicazione equa sul prezzo dei cereali?” Terrà conto del costo di produzione, sempre in crescita, visto che il caro petrolio incide pesantemente, sia sulle lavorazioni sia sull’acquisto dei fertilizzanti e dei fitosanitari? Facciamo un conteggio economico dei costi di produzione riguardanti la coltivazione di un ettaro di terra, riferendoci ad un’azienda campione e tenendo conto di una produzione di 30 quintali, che salvo annate eccezionali può essere considerata la produzione media di grano duro nel territorio siciliano.
Partendo dalle spese di coltivazione del terreno, bisogna considerare una prima aratura a circa una trentina di centimetri di profondità per rompere la crosta del terreno ed interrare gli eventuali residui delle lavorazioni precedenti, alla quale ne seguiranno altre meno profonde atte a rompere le zolle, fino a creare un letto di semina ideale. Queste lavorazioni in termini di consumo di carburante e di sfrido dei macchinari rappresentano una voce molto pesante, data la natura argillosa dei terreni e la giacitura collinare o montana del territorio interessato, e si può ipotizzare un consumo di 100 litri di gasolio. Nei mesi di novembre-dicembre, seguiranno la concimazione di pre-semina, la semina, la rullatura, seguite, a gennaio-febbraio, alle concimazioni di copertura, per poi intervenire se necessario con i trattamenti di lotta mirata alle erbe infestanti, che impegneranno un consumo d’altri 50 litri di carburante. Le spese riguardanti, l’acquisto dei mezzi di produzione sono le seguenti: 1) Grano da seme di prima riproduzione, ql. 2.00—156 euro 2) Concime alla semina, 18.46, ql. 1,5—150 euro 3) Concime di copertura, urea agricola, ql. 1,5—97.5 euro 4) Fito farmaci per diserbo, 64 euro Fatto questo, se le condizioni climatiche consentiranno la maturazione e la buona formazione delle cariossidi, tra giugno e luglio si andrà alla trebbiatura ed al trasporto della granella nei magazzini aziendali o presso le centrali d’ammasso, lavorazione che il più delle volte è affidata a terzisti e che ammonta a circa euro 100. Abbiamo raggiunto una spesa media di 717,5 euro ai quali vanno aggiunte le spese relative alle tasse, I.R.Pe.F. I.N.P.S. alle quote di reintegrazione e di manutenzione dei mezzi agricoli, di ammortamento dei capitali e di assicurazione. Raggiungiamo una spesa di 900 euro circa per ettaro coltivato a grano duro, che rapportati ad una produzione media di 30 ql. Ettaro ci dà un costo di produzione di 0,30 eurocent al kg. Fatte le dovute valutazioni, secondo le prime stime dichiarate dal borsino, i cerealicoltori siciliani rappresentano una razza di benefattori che producono senza guadagno. Meditate gente, meditate. Lucas |