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The orchestrion project di Pat Metheny |
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Il 22 Marzo al teatro Metropolitan di Catania si è tenuto l’ultimo dei 39 concerti europei dell’artista americano Pat Metheny. Il “ The orchestrion project”, partito a Febbraio dalla Francia che ha toccato le maggiori piazze europee è arrivato in Sicilia, terra con la quale il musicista di Kansas City ha maturato un forte legame, tanto da essere l’unica regione del tour mondiale
ad avere avuto due appuntamenti, con il primo il 21 marzo a Palermo al teatro Politeama ed il secondo, giorno 22 a Catania al Metropolitan, per poi ripartire alla volta dell’america dove girerà il nuovo continente nei mesi d’Aprile e Maggio con 41 date, per concludersi a Luglio in Corea e Giappone con l’ultimo degli 88 concerti previsti a Tokio. Un concerto, di due ore, dove Metheny non si è risparmiato, dimostrando di avere riscritto il concetto di “one man band” eseguendo da solo due ore di spettacolo eseguendo brani ed improvvisazioni da “Bright size life” (primo dei suoi lavori, con i grandi Jaco Pastorius e Bob Moses) fino al suo ultimo “ Orchestrion”. Partendo da un sogno nato da bambino di fronte ad un vecchio pianoforte d’inizio secolo a rulli, alimentato poi dalle esperienze d’altri musicisti inventori, la più espressiva certamente quella di Michael Welte’s che si esibì a Londra nel lontano 1862 con il suo orchestrion è finalmente riuscito a mettere insieme un poli-strumento largo dieci metri ed alto quattro mosso da elettro-magneti, elettro-motori, acqua ed aria compressa, un gigantesco carillon capace di incantare una folla entusiasta. Una macchina per suonare la musica dell’uomo, non un semplice campionatore ma un grande strumento da dirigere tramite la tastiera della splendida IbanezPM-100, uno spettacolo per la vista e per l’udito. La realtà ha superato l’immaginazione. Lucas |