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Il documento presente in questa pagina sono le appendici finali della relazione integrale e originale effettuata dalla Sogin per la localizzazione del sito unico nazionale per la raccolta delle scorie nucleari.
Dai dati si evince che alcuni siti siciliani, ubicati nel cuore della provincia di Enna, siano stati esclusi dalla “scelta”.
Ma sarà verò ? Le scorie fantasma ed il Cesio 137, della miniera di Pasquasia insegnano… ma noi siamo ottimisti ed abbiamo fiducia nelle istituzioni, per questo leggendo quanto segue esterniamo con soddisfazione  una espressione genuina e composta di giubilo:  “che culo!”

 

SITI IN DEPOSITI SALINI ESCLUSI PER CARATTERISTICHE GEO-MORFOLOGICHE E GIACITURALI

1 Assoro-Agira (Enna)

Il giacimento è ubicato a pochi chilometri a nord-est di Enna, in un’area di rilievi collinari con versanti in parte con acclività accentuata. La culminazione topografica è costituita dal Monte di Nissoria a 775 m slm. L’area collinare è delimitata a Nord dal fiume Salso e a Sud dal fiume Dittaino.
Le quote degli alvei si collocano rispettivamente a 400 e 300 m slm. Il dislivello altimetrico
tra gli alvei dei due fiumi e le sommità collinari, di circa 400 metri, e l’acclività dei versanti attestano una elevata intensità dei processi erosivi.
La serie litologica è compresa nella sinclinale Leonforte-Centurini costituita, alla base dalla formazione di Terravecchia, successione argilloso-sabbioso-conglomeratica del Tortoniano superiore, caratterizzata da una grande variabilità di facies. Nell’area del giacimento tale formazione è costituita prevalentemente da marne argillose grigio-azzurre o brune e da sabbie giallastre in livelli sottili o grosse lenti.

I depositi messiniani che contengono il giacimento sono costituiti, dal basso verso l’alto, da:
– Diatomiti bianche fogliettate (Tripoli), nell’area fortemente argillose;
– Calcari bianco-grigiastri laminati, talora con livelli di brecce calcaree (“calcari di base”)
che nell’area presentano spessori molto esigui;
– Argille gessose con intercalati banchi di gesso.

Il letto della serie gessoso-salifera è costituito da argille mesomioceniche e, successivamente, dall’olistostroma argilloso avente uno spessore di circa 2.000 metri.
I terreni di tetto sono rappresentati da marne bianche (trubi) sormontate da argille plioceniche in facies piacenziana; la serie stratigrafica termina con sabbie, molasse ed arenarie che rappresentano la facies astiana del Pliocene.
Il giacimento, intercettato da alcuni sondaggi, è costituito da due orizzonti principali, uno superiore, dello spessore di 48 metri, è posto tra 546 e 594 metri di profondità, ed uno inferiore (185 metri di spessore) tra 715 e 900 metri di profondità. Le dimensioni orizzontali del giacimento sono di 20 x 15 chilometri.
La serie litologica contenente il salgemma è stata oggetto di piegamento ed emerge nelle parti settentrionali e meridionali dell’area collinare in corrispondenza delle due ali della citata sinclinale.
Il deposito salino principale si sviluppa, al centro della sinclinale, a quote inferiori a quelle del livello del mare per approssimarsi alla superficie al lato meridionale della sinclinale.
Gli orizzonti salini, intercalati con livelli di argille e gessi, si trovano anche a debole profondità e sono quindi oggetto di erosione e dilavamento da parte delle acque superficiali e sotterranee.

2 Resuttano (Enna)

Il giacimento ricade nella zona compresa tra il fiume Imera Meridionale ed il torrente Cava, a pochi chilometri a sud-est del centro abitato di Resuttano (Enna).
La morfologia dell’area è caratterizzata dalle culminazioni dei monti Acquasanta (708 m s.l.m.) e Maccarrone (591 m s.l.m). Mentre gli alvei dei corsi d’acqua citati incidono i versanti fino alla quota di circa 350 m s.l.m. nella zona della loro confluenza.
Il giacimento di Resuttano è un corpo di salgemma con scarso tenore in Potassio, noto per una lunghezza di circa 5 km e larghezza di 3-4 km. Si ritiene, comunque, che il giacimento di sale possa avere un'estensione ed uno sviluppo verticale di notevoli dimensioni. Sono stati misurati, in sondaggio, spessori, per il banco salino principale, variabili da 200 a 400 metri. La soggiacenza è variabile dai 100 ai 250 metri e pertanto la copertura impermeabile fornita dalle argille è molto ridotta e in condizioni morfologiche soggette al dissesto superficiale dei versanti.
I terreni di tetto sono costituiti dalla serie litologica miocenica gessoso-salifera. Tale serie è prevalentemente gessosa nella parte superiore e argillosa in quella inferiore a contatto del sale. Ne deriva una permeabilità elevata nelle stratificazioni superficiali. La impermeabilità degli orizzonti inferiori costituisce il fattore di protezione del sale contro la dissoluzione ad opera delle acque sotterranee.
In superficie sono presenti doline dovute alla dissoluzione dei gessi e diffusi processi superficiali di dissesto dei versanti.

La litostratigrafia attraversata dal sondaggio più profondo mostra, dall’alto verso il basso:
da m 0 a m 125: Argille e gessi
125 – 230: Argille e sale;
230 – 610: Sale compatto;
610 – 692: Sale con argille e straterelli di gesso;
692 – 740: Argille con poco sale e gesso;
740 – 801: Argille gessose.

3 Salinella (Enna)

Il giacimento è localizzato pochi chilometri a Sud di Enna, in prossimità del km 13 della SS117). Si tratta della parte orientale del bacino salino di Pasquasia-Cannarelle.
La morfologia è caratterizzata dalle culminazioni dei monti Salsello (714 m s.l.m.) e Pasquasia (610 m s.l.m.) e dalle incisioni del Vallone Seriori e sud-est e del fiume Morello ad ovest che incidono l’area del giacimento rispettivamente fino alle quote di 450 e 300 m s.l.m..
La morfologia è generalmente poco acclive nelle zone d’affioramento della formazione miocenica gessoso-salifera. I versanti sono relativamente più ripidi nelle formazioni plioceniche.
Il giacimento ha uno sviluppo in direzione est-ovest di circa 4 km, con una larghezza media di circa 2 km. Lo sviluppo in verticale è stato accertato in corrispondenza di diversi sondaggi che hanno evidenziato spessori variabili da 120 a 300 metri.

La sequenza litostratigrafica mostra, nel sondaggio più rappresentativo, la seguente successione; dall’alto verso il basso:
da 0 a 35 metri: marne plioceniche;
35 – 170: Alternanza di gessi e argilla;
170 – 207: Argille;
207 – 480: Sale;
480 – 495: Alternanza di gessi e argilla;
495 – 525: Sale;
525 – 565: Marne bituminose.
La formazione salina ha coperture variabili dai 50 ai 250 metri costituite dalla formazione miocenica che presenta intercalazioni di argille e gessi solubili. Tale copertura espone il giacimento salino a dissoluzione per infiltrazione e percolazione di acque sotterranee

 
 

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