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La tropicalizzazione del mare Mediterraneo |
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Pagina 2 di 2 Lo scioglimento dei ghiacciai, la cui acqua dolce affluisce nell’Oceano, e le aumentate precipitazioni determinano l’alterazione della salinità delle acque dell’Atlantico settentrionale, perturbando il delicato equilibrio della Corrente.In effetti sembra che qualcosa del genere stia iniziando a manifestarsi, i sintomi si stanno evidenziando. La Corrente del Golfo è rallentata del 40% e ciò sta causando un’anomala attività del Vortice Polare (www.noaa.gov.us), anche nei mesi primaverili ed estivi, con sconfinamenti verso le medio/basse latitudini (ne stiamo avendo le conseguenze in questa primavera 2008, anormalmente fredda e molto piovosa). Anche le scorse estati sono state caratterizzate da periodi di marcato maltempo di stampo autunnale.Ora, secondo le opinioni di questi studiosi, tutte queste anomalie, nel corso dei prossimi anni, peggioreranno, catapultando l’emisfero boreale verso una nuova fase fredda che potrebbe tradursi in una nuova piccola era glaciale, che a sua volta darebbe l’imput ad una nuova era glaciale. Tutto ciò sarebbe il rovescio della medaglia dell’effetto serra antropico.Il raffreddamento globale sta iniziando a dare i suoi frutti. Nel 2006 e 2007, mentre l’Italia ha sperimentato due inverni anormalmente miti, il Canada, tutto il Nord America, gli Stati uniti sino alla Florida hanno fatto i conti con una stagione invernale particolarmente cruenta nonché lunga. Stesso discorso per la Cina e il Giappone. Nel Medio Oriente si sono verificate storiche ed inconsuete nevicate a Gerusalemme ed in Arabia Saudita; in Egitto nell’inverno del 2006 i turisti hanno potuto ammirare le piramidi imbiancate.Tutti questi segnali sembrano contraddire la tesi del “riscaldamento globale”. Anche l’emisfero australe ha dovuto fare i conti con due inverni molto severi, con la neve che è comparsa in Argentina.Tutto il Continente Antartico sta recuperando la coltre ghiacciata; stesso discorso per il Mar Glaciale Artico. Secondo talune osservazioni, sembra addirittura che la Groenlandia si stia ingrandendo, anziché assottigliandosi, ma trattasi di studi che necessitano di accurate verifiche di attendibilità (www.nasa.gov).Tutti questi “indizi” iniziano a smentire l’opinione di coloro che vedevano fino a pochi anni fa il regime climatico mediterraneo indirizzato verso la tropicalizzazione. L’unica certezza resta la probabile continentalizzazione.Voci di smentita arrivano pure dal fronte della desertificazione. Se in un primo tempo si presumeva che i paesi bagnati dal Mediterraneo, Italia meridionale compresa, corressero un serio rischio di desertificazione, secondo i nuovi dati pare che tale rischio sia ridimensionato, poiché il regime pluviometrico ha fatto registrare degli aumenti, specie sul Nord Africa (dagli ultimi rilevamenti satellitari, sembra esserci in atto un processo di inverdimento del suolo, cioè il suolo desertico si sta ricomprendo di vegetazione spontanea). Aumenti delle precipitazioni si sono registrati pure in Grecia, oltre che nell’Italia Meridionale. Gli anni scorsi, iniziando dal 2002, hanno fatto registrare notevoli picchi di precipitazione nel Sud Italia, in zone che, stando alle vecchie regole del regime climatico mediterraneo, in estate sono soggette a siccità (www.nasa.gov).In natura, l’ipotetico mutamento climatico verso il freddo mina soprattutto a “cancellare” la stagione estiva, raffreddando l’estate, con frequenti depressioni, temporali, forti venti, sensibili cali termici.Consultando i modelli stagionali, soprattutto il prestigioso modello del Prof. Roeder dell’Università di Berlino, nelle osservazioni di marzo, notasi come l’estate 2008 potrebbe trascorrere sotto un anomalo canale depressionario, foriero di frequenti azioni perturbate o variabili su tutta la penisola, con brevi e transitorie pause anticicloniche di matrice sub tropicale.Al contrario, stando al modello previsionale, tutto il compartimento settentrionale euro-atlantico verrebbe a trovarsi in un’anomalia positiva, si avrebbe cioè uno Scand Pattern positivo (regime anticiclonico). È noto ai meteorologi che in simili condizioni, dettate da indici tele connettivi in calo, soprattutto la AO (Artic Oscillation), e in un secondo tempo anche la NAO (North Atlantic Oscillation), che portano allo sviluppo di anticicloni su Scandinavia, Islanda, Gran Bretagna, come diretta conseguenza di tale convergenza, le medie latitudini euro mediterranee vengono a trovarsi in un’anomalia negativa, si formerebbe cioè un ponte depressionario, foriero di frequenti e persistenti fasi di maltempo.Di diverso pensiero è il modello previsionale stagionale del Meteo Office Britannico; esso prevede infatti una stagione estiva complessivamente calda, con poche occasioni piovose relegate al Nord Italia, ma, soprattutto sulla fascia alpina, molto asciutta. Invece al Centro ed al Sud Italia, isole comprese, gli unici episodi temporaleschi (termo convettivi) riguarderebbero gli Appennini, con normale decadimento stagionale intorno all’ultima decade di agosto.Ancora di diverso pensiero sono le proiezioni stagionali elaborate dal prestigioso modello americano del NOOA: prevede un inizio dell’estate siccitoso al Sud Italia, luglio più caldo al Centro Nord, fresco e piovoso al Sud Italia, per arrivare al mese di agosto previsto fresco e piovoso su tutta la penisola.Secondo alcune fonti scientifiche (Università di Berlino) questa dinamicità estiva, non consona al regime climatico mediterraneo che vuole l’estate calma e monotona sulla penisola, sarebbe un segnale di mutamento climatico verso il freddo.La Nasa sta studiando il comportamento delle macchie solari. Attualmente si sta attraversando una fase di minore attività solare, che potrebbe dare serie preoccupazioni nei prossimi anni, quando potrebbe subentrare il Ciclo 24 (minimo storico), a cui potrebbe sseguire il ciclo 25 (minimo assoluto ). Ciò porterebbe il clima planetario verso una fase di freddo intenso (www.wpsmeteo.it).
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Video SWM Silver vase 175
Video sulla piramide di Cerumbelle
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