|
Approvato il testo definitivo: i trucchi per non perdere gli aiuti stanziati e moltiplicare i bonus, previsti in progressiva riduzione.
Il nuovo sistema entra in vigore dal primo Giugno 2011. Chi mette in esercizio un impianto fotovoltaico da quella data in poi, deve tenere conto delle nuove regole. E se si vogliono massimizzare gli effetti benefici del sistema d’incentivazione previsto, vale la pena seguire alcuni consigli di base. Il primo, ovvio, è quello di partire per tempo: è stabilito, infatti, un calo della redditività progressivo degli incentivi, che già quest’anno dovrebbe attestarsi tra il 22 ed il 31% e che crescerà nel tempo. Ma si può cercare di limitare i danni con intelligenza o quantomeno di sfruttare fino in fondo tutte le opportunità. Avendo ovviamente l’accortezza di verificare, caso per caso, se il gioco vale la candela. Ad esempio, un chiaro vantaggio lo si ottiene in teoria usando tecnologie europee. Chi lo fa, infatti, e sceglie apparati con almeno il 60% di componenti fabbricati in area Ue, non cadendo nella tentazione cinese o coreana, viene premiato con un bonus supplementare del 5%. Ma va ovviamente attentamente pesata la differenza di prezzo, valutata però su efficienza, durata, qualità complessiva degli apparati prescelti. Altro punto nodale - che dopo la mediazione del ministero dell’Ambiente è per fortuna diventato un po’ meno decisivo - avviare per tempo le pratiche per l'allacciamento alla rete, e farlo avendo cura di conservare religiosamente tutta la documentazione. Avere tutte le pezze d’appoggio, infatti, diventa essenziale se si vuole ottenere l'indennizzo previsto nel caso in cui gli incentivi scattassero in ritardo, a causa di una mancanza di efficienza nell'operazione di allacciamento alla rete. I più avveduti, inoltre, potranno spuntare altri vantaggi sommando all’installazione sul tetto domestico o condominiale altri interventi complementari sull'efficienza energetica dell'immobile. Altri bonus “nascosti”? A chi utilizza tecnologie particolarmente avanzate o moduli e pannelli “invisibili”, o che s’integrano in maniera armonica ed esteticamente apprezzabile con le strutture architettoniche che li ospitano. Ma anche in questo caso, c’è da valutare attentamente il costo differenziale. |